Quantum Computing: come e perché cambierà l’informatica
Negli ultimi anni, il termine quantum computing (o calcolo quantistico) è diventato sempre più presente nei titoli di articoli scientifici e tecnologici. Ma cosa significa davvero e perché molti esperti sostengono che questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’informatica così come la conosciamo?
Introduzione al quantum computing

Il quantum computing, rappresenta un approccio completamente nuovo all’elaborazione computazionale. A differenza dei computer tradizionali, che utilizzano bit come unità minima di informazione (ognuno dei quali può valere 0 o 1), i computer quantistici usano i qubit. I qubit hanno la straordinaria proprietà di poter rappresentare contemporaneamente sia 0 che 1, grazie a un fenomeno della meccanica quantistica chiamato sovrapposizione. Questo permette ai computer quantistici di esplorare simultaneamente molte possibili soluzioni a un problema.
Un altro concetto chiave è l’entanglement, ossia un legame speciale tra due qubit che fa sì che lo stato di uno influenzi immediatamente lo stato dell’altro, anche se sono lontani chilometri. Infine, l’interferenza quantistica permette di combinare percorsi di calcolo in modo da potenziare le soluzioni corrette e ridurre quelle errate.
Come funziona in pratica
Per capire come funziona un computer quantistico, è utile partire da come funziona un computer tradizionale. Nei computer classici, l’informazione è rappresentata tramite bit, che possono assumere solo due valori: 0 oppure 1. Ogni operazione viene eseguita seguendo istruzioni precise e sequenziali, e anche quando i computer moderni utilizzano più processori in parallelo, ogni bit resta sempre in uno stato ben definito.
Un computer quantistico utilizza invece una diversa unità di informazione: il qubit. A differenza di un bit classico, un qubit può trovarsi in una condizione chiamata sovrapposizione, nella quale rappresenta contemporaneamente lo stato 0 e lo stato 1, con probabilità diverse. Questo non significa che il qubit “sceglie” entrambi i valori allo stesso tempo, ma che conserva più possibilità finché non viene misurato.
Quando più qubit vengono combinati, il sistema può rappresentare un numero enorme di configurazioni simultaneamente. Ad esempio, mentre 3 bit classici possono descrivere una sola combinazione alla volta, 3 qubit possono rappresentare 8 combinazioni possibili nello stesso istante. All’aumentare del numero di qubit, questa capacità cresce in modo esponenziale.
Il vantaggio del calcolo quantistico, però, non deriva solo dalla sovrapposizione. Un ruolo fondamentale è svolto dall’entanglement, un fenomeno per cui qubit diversi diventano strettamente correlati tra loro. In un sistema entangled, lo stato di un qubit non può essere descritto indipendentemente dagli altri, anche se sono fisicamente separati. Questo permette di coordinare le informazioni in modo che il sistema lavori come un’unica struttura complessa, anziché come singole unità isolate.
A questo punto entrano in gioco gli algoritmi quantistici. Un algoritmo quantistico non si limita a “provare tutte le soluzioni”, ma guida l’evoluzione del sistema quantistico attraverso una sequenza di operazioni chiamate porte quantistiche. Queste operazioni modificano le probabilità associate alle diverse configurazioni, sfruttando un altro fenomeno chiave: l’interferenza quantistica. Le configurazioni che portano a risultati sbagliati tendono ad annullarsi, mentre quelle corrette vengono rafforzate progressivamente.
Solo alla fine del processo avviene la misura. In quel momento, la sovrapposizione dei qubit collassa e il sistema restituisce un risultato classico, cioè una sequenza di 0 e 1. Grazie al modo in cui l’algoritmo ha modellato il sistema, il risultato più probabile è proprio quello che risolve il problema. È per questo motivo che i computer quantistici non sono utili per tutti i tipi di calcolo, ma possono offrire enormi vantaggi per problemi specifici, come la fattorizzazione di grandi numeri, la simulazione di sistemi quantistici o l’ottimizzazione complessa.
Dal punto di vista fisico, i qubit possono essere realizzati in vari modi. Alcuni computer quantistici utilizzano ioni intrappolati sospesi da campi elettromagnetici, altri impiegano circuiti superconduttori raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto, mentre altri ancora sfruttano le proprietà dei fotoni. In tutti i casi, l’ambiente deve essere estremamente controllato, perché anche la minima interferenza esterna può causare la perdita di informazione, un fenomeno noto come decoerenza.
In sintesi, un computer quantistico non è semplicemente un computer più veloce, ma una macchina che utilizza le leggi della meccanica quantistica per affrontare problemi che, per i computer tradizionali, diventano rapidamente impraticabili.
Esempi pratici: cosa fa davvero un computer quantistico
Uno dei motivi per cui il quantum computing sembra difficile da afferrare è che spesso viene spiegato solo a livello teorico.
Vediamo quindi alcuni esempi concreti, passo dopo passo, usando situazioni comprensibili anche a chi non è un programmatore.
Esempio 1 – Bit classico vs qubit (la differenza fondamentale)
Immagina un interruttore della luce:
- spento → 0
- acceso → 1
Questo è esattamente come funziona un bit in un computer tradizionale: può essere solo 0 oppure 1.
Ora immagina un dimmer (la manopola che regola l’intensità della luce):
- non è solo acceso o spento
- può trovarsi in una combinazione di entrambi
Questo è un qubit. Finché non lo “osservi”, può rappresentare contemporaneamente 0 e 1.
Solo quando viene misurato, il sistema restituisce un valore preciso.
Esempio 2 – Più possibilità nello stesso istante
Supponiamo di dover aprire una cassaforte con 3 interruttori.
- Un computer classico prova una combinazione alla volta
- Con 3 interruttori ci sono 8 combinazioni possibili
Un computer quantistico con 3 qubit può invece rappresentare tutte e 8 le combinazioni nello stesso momento.
Questo non significa che trovi subito la risposta, ma che lavora su tutte le possibilità in parallelo, sfruttando le leggi della fisica.
Esempio 3 – Qubit entangled (quando l’informazione è collegata)
Immagina due monete speciali.
- Le lanci separatamente
- Quando guardi la prima e vedi “testa”
- La seconda risulta immediatamente “testa” anche lei
Questo accade anche se le monete sono in due stanze diverse.
Questo è l’entanglement: i qubit non funzionano più come elementi separati, ma come parti di un unico sistema.
È una delle ragioni principali per cui i computer quantistici sono così potenti.
Esempio 4 – Eliminare le soluzioni sbagliate
Un computer classico risolve un problema provando soluzioni e scartando quelle errate.
Un computer quantistico fa qualcosa di diverso:
- rafforza progressivamente le soluzioni corrette
- indebolisce quelle sbagliate
Grazie a un fenomeno chiamato interferenza quantistica, alla fine del calcolo la risposta giusta è quella con la probabilità più alta di essere osservata.
Quando avviene la misura finale, il sistema restituisce un risultato classico (0 e 1), ma il lavoro “intelligente” è stato fatto prima.
Perché questi esempi sono importanti
Questi esempi mostrano che un computer quantistico:
- non è semplicemente un computer più veloce
- non prova le soluzioni una alla volta
- usa le leggi della meccanica quantistica per guidare il calcolo
È per questo che il quantum computing non è utile per ogni problema, ma può diventare rivoluzionario in ambiti specifici come la chimica, la crittografia e l’ottimizzazione complessa.
Termini chiave spiegati
- Bit: unità minima di informazione nei computer tradizionali, può essere 0 o 1.
- Qubit: unità minima di informazione nei computer quantistici, può rappresentare 0 e 1 contemporaneamente.
- Sovrapposizione: capacità dei qubit di esistere in più stati contemporaneamente.
- Entanglement: fenomeno per cui due qubit correlati mantengono una connessione istantanea, anche a distanza.
- Interferenza quantistica: processo che permette di combinare percorsi di calcolo per rafforzare le soluzioni corrette.
- Decoerenza: perdita di informazioni da parte dei qubit a causa dell’interazione con l’ambiente esterno.
Perché il quantum computing cambierà l’informatica
Il potenziale del quantum computing è enorme e potrebbe avere impatti significativi in molti settori:
- Chimica e farmaceutica: simulazioni molecolari precise per creare farmaci più efficaci e nuovi materiali.
- Intelligenza artificiale: accelerazione di algoritmi di machine learning e deep learning complessi.
- Crittografia: capacità di decifrare codici estremamente complessi e, allo stesso tempo, creare protocolli di sicurezza più avanzati.
- Ottimizzazione: gestione efficiente di logistica, traffico, produzione industriale e supply chain (catena di approvvigionamento).
- Fisica e ricerca scientifica: simulazioni di fenomeni naturali complessi, come dinamiche quantistiche o modelli climatici avanzati.
In altre parole, problemi che oggi richiedono calcoli massivi e supercomputer, in futuro potrebbero essere risolti con pochi qubit ben gestiti.
Le sfide ancora aperte
Nonostante le enormi potenzialità, il quantum computing è ancora agli albori e presenta diverse sfide:
- Decoerenza: i qubit sono sensibili all’ambiente e possono perdere rapidamente le informazioni. La loro stabilità è fondamentale per calcoli affidabili.
- Correzione degli errori: servono algoritmi complessi per rilevare e correggere gli errori dei qubit durante i calcoli.
- Costi elevati: costruire e mantenere un computer quantistico è costoso e richiede infrastrutture speciali.
- Accessibilità: per ora, pochi centri di ricerca e aziende possono permettersi di utilizzare questi sistemi.
Curiosità e applicazioni future
Alcune aziende e università stanno già sperimentando applicazioni pratiche, come:
- Ottimizzare i percorsi di consegna per grandi aziende logistiche
- Simulare proteine e molecole complesse per la ricerca medica
- Testare algoritmi di intelligenza artificiale su dataset enormi
- Sviluppare nuovi sistemi di crittografia quantistica praticamente inviolabili
Si prevede che nei prossimi 10-15 anni i computer quantistici diventeranno sempre più stabili e accessibili, aprendo la strada a nuove innovazioni tecnologiche e scientifiche.
Conclusione
Il quantum computing non è solo un concetto affascinante della fisica teorica, ma una tecnologia concreta che promette di trasformare l’informatica e la scienza. Con le sue capacità uniche di calcolo e la possibilità di risolvere problemi oggi insormontabili, rappresenta una vera e propria rivoluzione tecnologica. Capire le basi, i termini chiave e le applicazioni future è il primo passo per prepararsi a questo cambiamento.
In sintesi, anche se oggi il quantum computing è ancora in fase sperimentale, la sua evoluzione potrebbe ridefinire il modo in cui viviamo, lavoriamo e risolviamo problemi complessi.

