Cyanogenmod rinasce in Lineage OS: ce n’è ancora bisogno? La risposta è Xposed.

Si è chiuso un capitolo e se ne è aperto immediatamente un altro. Lineage OS rinasce dalle ceneri di Cyanogenmod, la comunità accoglie la nuova ROM con scene di giubilo. Ma davvero ne abbiamo ancora bisogno?

Non c’è dubbio che le custom ROM abbiano decisamente lasciato il segno nella vita di Android e in chi cerca sempre nuove alternative da testare, analizzare e scoprire. C’è poco da dire, gli sviluppatori delle ROM hanno totalmente rivoluzionato l’esperienza dell’utente offrendo innovazione, semplificazione e personalizzazione, cancellando ogni traccia dei bloatware inseriti dagli OEM (si vedano i casi di Samsung [1] , [2] e [3] e di LG [4] , [5] e [6]). E non solo! Gli sviluppatori hanno tenuto in vita numerosi device del tutto abbandonati dai loro produttori, allungandone la vita con aggiornamenti costanti nel tempo permettendo dunque ai loro possessori di avere nuove versioni di Android con le relative patch di sicurezza. C’è anche da sottolineare che talvolta la stessa mamma Google ha accolto patch (e raccolto idee) dai developer di Cyanogenmod implementandole poi nelle versioni ufficiali del proprio OS.

Un bel giorno però arriva il signor developer rovo89, che tira fuori dal cilindro Xposed. Xposed è un framework che, tramite moduli, può interagire con Android modificandone funzioni, comportamenti ed applicazioni ad esso collegate senza decompilare alcun file APK (i.e. i file di installazione per le app). Tutte le personalizzazioni che prima erano accessibili solo tramite custom ROM diventano magicamente alla portata di un tap. Dotato di un’ottima documentazione, lo store di Xposed si popola di una moltitudine di moduli. C’è davvero un modulo per tutto. Volete modificare la UI? C’è GravityBox. Volete che l’app di YouTube continui il suo lavoro anche in background? C’è YouTube Background Playback. Volete rimuovere le pubblicità dall’app Youtube? C’è YouTube AdAway.

Oltre alle modifiche e alle personalizzazioni accessorie, gli sviluppatori di moduli hanno utilizzato il framework per poter patchare dei problemi presenti su alcune versioni di Android. Per esempio hanno creato fix per dei memory leak, fix per vari sensori malfunzionanti su alcuni device e tanto altro ancora. In altre parole Xposed ha aperto un mondo. E questo ci riporta alla domanda principale di questo articolo: abbiamo ancora bisogno delle custom ROM? A mio parere no. La scelta più idonea è compilare una build AOSP (Android Open Source Project) e di aggiungere Xposed. Sento già la vostre voci: “DOVE SONO I SORGENTI? NON LI RILASCIANO! ED I BLOB?! ED IL DEVICE-TREE?!”. A meno che non abbiate comprato un telefono con un processore taiwanese di cui la compagnia non fa che violare fraudolentemente le licenze GPL (si veda il caso Mediatek: [7] , [8] e [9]), i sorgenti, i blob proprietari ed i device tree sono quasi sempre disponibili, basta usare Google. Certo, non è alla portata di tutti, ma la documentazione per cimentarvi in una build sono presenti ovunque sul web, basta semplicemente un po’ di voglia e tanta pazienza. Chissà, magari a breve spunterà una guida per aiutarvi… date tempo al tempo 😉

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by Dil3mm4 & Staff

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